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L’eremo di Santo Spirito è sicuramente il più grande e famoso di tutta la
Maiella, e anche se ha subito diverse trasformazioni nei secoli, mantiene ancora
il fascino dovuto alla stupenda posizione nella valle omonima.
Non esiste una data precisa della sua origine, anche se si suppone sia
anteriore al Mille. La prima presenza a noi nota è quella di Desiderio, futuro
Papa Vittore III, che vi dimorò nel 1053. San Pietro Celestino vi giunse nel 1246, e dopo aver
costruito una chiesa dedicata allo Spirito Santo vi rimase, tra alterne vicende,
fino al 1293 (circa 47 anni).
Petrarca nominò questo eremo nel De vita solitaria
definendolo come uno dei luoghi più adatti all’ascesi spirituale.
Nei due
secoli successivi il monastero fu abbandonato e solo nel 1586, con il monaco
Pietro Cantucci da Manfredonia, la vita religiosa riprese vigore; egli costruì
la Scala Santa che porta all’oratorio di Santa Maria Maddalena.
Negli ultimi anni del XVII secolo, il principe Caracciolo
di San Buono, vi aggiunse un edificio a tre piani, la foresteria.
Allo stato
attuale l’eremo all’inizio presenta la chiesa, la sagrestia e un ala abitativa
distribuita su due piani. Attraverso un lungo corridoio che poggia su una parete
rocciosa si giunge alla foresteria (o Casa del Principe) di recente restaurata.
Dalla foresteria si sale la Scala Santa, interamente scavata nella montagna,
fino a giungere all’oratorio della Maddalena e a due grandi balconate
rocciose.
tratto
da http://www.abruzzoverdeblu.it
Per
saperne di più vi consigliamo la lettura di:
Eremi
d'Abruzzo - Giuda ai luoghi di culto rupestri. Collana
Gli Scrigni - Carsa Edizioni - www.carsaedizioni.com
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