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GRAN SASSO - ROCCA CALASCIO - 08.07

NOTIZIE UTILI

 

La fiaba

 

È notte senza luna dove tutto è fermo. Il vento canta la sua melodia, le stelle sono tutte affacciate.

La sentinella osserva le costellazioni, l'aria sottile permette di vedere anche le più piccole, ma le ossa ne risentono.

Nel suggestivo bianco e nero lo sguardo cade su una piccola stella, che se ne sta in disparte all'orizzonte,

il pensiro intorpidito rimane a interrogarsi.

I pensieri si susseguono: è troppo bassa, anche troppo arancione, ma li c'è una montagna.... ma... ma... ma quello è Bominaco che da' l'allarme.

Il torpore viene interrotto dall'azione, il silenzio rotto dal risuonare del corno e dall'immediato strillare e vociare, lo statico bianco e nero viene animato di arancio e lo stridere del ponte levatoio indica che la porta sul mondo è chiusa.

All'orizzonte compaiono altre piccole stelle arancioni... ma adesso è l'ora dell' attesa che la battaglia abbia inizio.

Leonardo R.

 

La rocca

 

La sua posizione straordinariamente panoramica, sul crinale di una montagna a dominio assoluto della valle del Tirino e della piana di Navelli, la forma pura delle sue torri circolari, il suo suggestivo stato di rovina ormai consolidata, sono tutti elementi che fanno della Rocca il “castello” per eccellenza.

Si trova a oltre 1500 metri d’altezza ed è una delle fortezze più alte d’Italia.

Per cercare di capire meglio come mai quegli antichi uomini si siano spinti fin lassù, in un luogo quasi irraggiungibile, dove vivere era davvero difficoltoso, è necessario studiare la struttura del castello e capirne le varie fasi di costruzione.

 

La grossa torre quadrata che occupa lo spazio centrale della fortezza è, secondo alcuni studiosi, quel che resta di un castello molto più antico, o forse era semplicemente un’isolata torre di avvistamento attorno alla quale fu poi costruita la Rocca.

Ad avvalorare questa ipotesi c’è l’assenza di scale fisse all’interno e il curioso particolare che la porta di ingresso si trova a qualche metro d’altezza rispetto al cortile.

Evidentemente i militari di guardia usavano una scaletta di legno per salire e poi la ritiravano all’interno rendendo così impossibile ad altri l’ingresso: un facile espediente per rendersi più sicuro il riposo.

Le mura delle torri agli angoli, tutte di solida pietra, hanno solo piccole aperture rappresentate dalle strette feritoie ad “arciera” e, poco sotto, dalle archibugiere circolari (i fori per sparare con i primi fucili detti appunto archibugi), aggiunte in un secondo tempo per adeguare la fortezza alle nuove armi dell’epoca. Costruito probabilmente intorno all’anno Mille, il castello fu a lungo legato alla Baronia di Carapelle, passò poi nella seconda metà del Quattrocento ai Piccolomini, che lo ampliarono; nel 1579, infine, fu acquistato dalla nobile famiglia fiorentina dei Medici.

 

Tratto dal sito (che invitiamo a visitare) www.abruzzocultura.it

Invitiamo a visitare anche www.calascio.com

 

IMMAGINI

 

ROCCA CALASCIO

 

 

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