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La
storia
Alcune teorie affermano che Sextantio (sei) farebbe riferimento al vilaggio
romano di S. Marco, quello di maggior rilievo sull'altopiano aquilano che appunto
distava sei miglia. Le prime
notizie documentate relative al territorio di Santo Stefano si hanno nel 760 con la donazione di Carapelle al
monastero di S. Vincenzo al Volturno da parte del re longobardo Desiderio.
Tratto
dal sito (che invitiamo a visitare) Wikipedia
Il paese
Santo Stefano di Sessanio, una delle più fedeli testimonianze della complessa
evoluzione storico - sociale dei borghi dell’Appennino centro-meridionale
costruitisi nel periodo dell’incastellamento, oggi si presenta con un impianto
urbanistico tipicamente medievale e con stratificazioni architettoniche
tardo-medievali e proto-rinascimentali di complessa articolazione: corti, patii,
vicoli, passaggi coperti, con la presenza nelle abitazioni di archi, logge,
portali, camini e cornici in pietra.
Il tutto con quella originale apparenza di
sviluppo urbano spontaneo e non pianificato e con le storiche stratificazioni
sovrapposte le une sulle altre.
Il patrimonio paesaggistico circostante é
caratterizzato da secolari elementi “dell’archeologia del territorio” iscritti
nelle zone limitrofe al borgo (campi aperti, stazzi, mandre, terrazzamenti a
secco, “stanzie”, etc.).
L’eccezionale integrità e fusione tra il contesto
antropico e il contesto ambientale rappresenta l’aspetto più caratteristico e
qualificante di questo luogo
Tratto
dal sito (che invitiamo a visitare) sextantio
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